SAN MIRO E IL MIRACOLO DELL'ACQUA
“Como, 15 gennaio 1453, Il vescovo Antonio Pusterla, in seguito al ritrovamento delle spoglie del beato Miro nella chiesa di San Michele a Sorico (oggi dedicata a San Miro), concede l'indulgenza di 40 giorni a tutti coloro che visiteranno la suddetta chiesa o verseranno qualche donazione per il suo ampliamento",
Il beato Miro nacque a Canzo nel 1336 da Drusilla ed Erasmo Paredi. Rimase orfano dei genitori in tenera età e così fu allevato da un eremita. Dopo la morte di quest'ultimo, Miro, a 32 anni, iniziò un lungo pellegrinaggio nei luoghi santi per poi ritornare nel suo paese d'origine dove si ritirò come eremita nel luogo dove oggi sorge l'eremo a lui dedicato, nella valle del torrente Ravella. Qui visse per 4 anni in continui digiuni e preghiere. Il suo letto era la nuda terra, si cibava dei frutti del bosco, si dissetava ad una fontana che scaturì dalla roccia viva grazie alle sue preghiere. E proprio l'acqua, in un periodo di siccità, lasciò in dono al popolo di Canzo, riconoscente del bene ricevuto. In procinto di morire, da Canzo il beato Miro raggiunse Onno e poi Mandello attraversando il lago usando il proprio mantello a mo' di barca. Da ultimo raggiunse Sorico dove morì, a 45anni, l' 11 maggio del 1381.
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