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FONTI DI GAJUM - 3° ALPE

SENTIERO 2:  Fonti di Gajum - San Miro - Val Ravella - 3° Alpe

Caratteristiche: larga e comoda carrareccia selciata a tratti nel bosco
Difficoltà: elementare
Tempo totale: 1.15 ore
Dislivello: 315 m
Segnaletica: segnavia a bandiera, in vernice, colore rosso e bianco, n. 2
Interesse: geologico. Parte dell’itinerario coincide, infatti, con il sentiero geologico. 

Dalle Fonti di Gajum (485 m), si sale fino al bivio per il Ceppo dell’Angua. Qui tralasciato il sentiero di destra (segnavia n. 7 verso il Monte Cornizzolo) si continua lungo la comoda carrareccia selciata incontrando prima campioni di rocce di rosso ammonitici, quindi dei serpentini della Valmalenco. Si continua e si incontrano altri tipi di rocce: quarzo e gneiss.

Poco oltre si incontra un gruppo di blocchi di verrucano e un altro di ghiandone; i primi provengono dalla zona di Margno, in Valsassina, i secondi dal Val Masino.

Si esce infine dal “parco dei massi erratici” e da qui, con due tornanti si raggiunge il piazzale della chiesetta dell’Eremo di San Miro (600m; 0.20 ore; fontana) del sec. XVII.

Poco sotto l’eremo, si attraversa uno stretto ponte si legno e si prende il sentiero che porta verso la parte alta della valle, fiancheggiando il torrente Ravella, in uno splendido bosco di faggi. Al margine del letto del torrente si può osservare l’ultimo fenomeno geomorfologico dell’itinerario: una caldaia dei giganti, o marmitta glaciale, dalla forma pressoché cilindrica e abbastanza profonda.

Da qui il sentiero, superato un nuovo ponticello in legno, porta in breve verso lo strappo finale ed alla 3^ Alpe (800m; fontana) ove è situato l’omonimo rifugio.

Un’alternativa: se siete in compagnia di bambini o ragazzi, nei mesi estivi, è un’alternativa avventurosa la salita del percorso lungo l’alveo (o parte di esso) del torrente che affianca l’intero tragitto. Se si opta per questa soluzione attenzione: dopo l’imbocco del sentiero, il torrente si divide in due diramazioni; quella di destra sale verso l’Eremo di San Miro, mentre quella di sinistra prosegue verso la 3° Alpe (lasciare l’alveo e riprendere il sentiero quando questo, poco dopo un casello dell’acqua, piega verso sinistra per l’ultimo strappo). Sarà un divertimento attraversare, grazie ai sassi posti in mezzo al torrente, le limpide pozze d’acqua (in dialetto “zocc”) ed evitare le cascatelle rinfrescanti arrampicandosi sulle dure rocce e massi erratici.

Pro memoria: ricordarsi le scarpe e le calze di ricambio se non volete camminare fradici!


 




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