La fondazione di una Società del Teatro di Canzo risale all’Aprile del 1828: l’iniziativa partì da alcuni privati cittadini, per lo più benestanti, locali proprietari terrieri e semplici villeggianti desiderosi di veder rappresentare delle opere ma anche di recitare in prima persona. La sala, negli intenti dei fondatori, doveva essere un punto di convegno che “accogliesse in eletto circolo le villeggianti famiglie col rendere più care e deliziose le sere già protratte dell’autunno e presentar sapesse in pari tempo una nuova risorsa all’industria e al commercio del paese”. L’impegno fu tale che appena un anno e mezzo dopo, il 18 Ottobre 1829, il teatro fu inaugurato con lo spettacolo Il falso galantuomo, messo in scena dalla compagnia dei Filodrammatici di Milano.
Il progetto e la costruzione dell’edificio furono affidati all’architetto milanese Gaetano Besia, che studiò all’Accademia di Brera e a Milano eresse, tra l’altro, palazzo Archinto. Ad affrescare gli interni fu chiamato, sempre da Milano, il pittore Tessa, ed ancora milanese fu lo scenografo, quell’Alessandro Sanquirico che dal 1817 al 1832 fu scenografo ufficiale della Scala, nel periodo delle grandi stagioni liriche.
Nella sua lunga storia il Teatro ospitò spettacoli di prosa e melodrammi, soprattutto attorno alla metà dell’ottocento; non mancarono feste e serate benefiche e alla fine del secolo alcuni locali del Teatro ospitarono la Scuola di Disegno e la Scuola serale organizzate dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso. Tra gli anni Trenta e Quaranta del novecento il teatro si trasformò in cinema-teatro e l’attività cinematografica si protrasse fino agli anni ottanta.
La nevicata del 1985 indusse l’Amministrazione Comunale, nel frattempo divenuta proprietaria dell’immobile, a rinnovare il tetto dell’edificio del quale venne successivamente deciso il completo restauro, con l’intento di realizzare una sala polifunzionale. A restauro completato fu chiaro però che la vocazione vera era quella teatrale e così, dopo l’inaugurazione nel 1990 della struttura riportata al suo antico splendore, furono programmate regolari stagioni di musica e prosa che attualmente rendono il Sociale di Canzo punto di riferimento culturale per l’intero comprensorio.
Le vicende storiche del Teatro sono state ricostruite e pubblicate in “Canzo e il suo Teatro – 170 anni di storia” di Severino Colombo - Comune di Canzo 1998 Ristampa 2006