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VILLA MEDA

“Il Palazzo, databile fine XVII - inizio XVIII secolo, è a corte principale centrale con porticato ad arcate ricadenti su pilastri quadrangolari, decorati da lesene sostenenti la trabeazione marcapiano. Il piano superiore si apre con semplici finestre di forma quadrata.
All’interno pregevoli sono le volte affrescate ed i soffitti a cassettoni decorati da Luca Roscio di Vill’Albese (Vedasi in proposito “I Quaderni della Brianza” n. 60 del 1988 di Franco Cajani.) firmati e datati 1701.
Da un secondo cortile, di più modeste dimensioni, si accede alla cappella oratorio a pianta circolare con colonnato centrale in pietra, la struttura muraria è in pietra e mattoni e la volta ottagonale in legno. L’arredo del parco, oltre che da piante secolari è costituito da cippi in granito e da balconate belvedere, portali e nicchie”.

Questo brano, tratto dal decreto di vincolo, emesso dalla Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia il 25 gennaio 1975, dà risalto al compendio immobiliare di proprietà comunale.
La cappella oratorio, è uno degli ambienti particolari e suggestivi, presenti nell'impianto architettonico, che forse prende spunto dall'architettura classica dell'elemento denominato "Monòptero" (dal greco monòs = solo e pteròn = penna, piuma, ala - tempio a pianta circolare il cui perimetro sia indicato da un filare di colonne).
Villa Meda, sorse ad opera dell'architetto Simone Cantoni che, tramite un intervento in stile neoclassico eresse" ...la casa del conte Meda ... riadattando una casa nobile di campagna... ".
Il progetto, sviluppato nel 1795 si protrasse sino al 1804 quando" ...monsignor Meda ... " fratello del conte, portò a termine l'intervento.

L'edificio sorse quindi sopra un insediamento preesistente, rivedendo e modificando l'originario impianto urbano,
adeguando la costruzione alle esigenze della famiglia milanese che ne commissionò la costruzione.
Egli organizzò i corpi centrali di rappresentanza attorno alle corti Interne e le parti civili a contatto con il giardino (che si presume ad impianto italiano) e l'ambiente agreste delle prime pendici collinari oltre torrente Ravella.
In generale, queste dimore stagionali, spesso ottenute dalla trasformazione di modeste preesistenze, sono difatti, caratterizzate da corti interne e ampi giardini geometrici. Villa Meda non faceva eccezione e si allineava, come tipologia, alle prime ville che sorsero (dal quattrocento in poi) soprattutto nelle vicinanze dei grandi centri, come residenze agresti delle corti rinascimentali, che con questi edifici volevano testimoniare la conquista del contado.
Quando vennero attivate le nuove vie di comunicazione, l'interesse delle famiglie facoltose milanesi si spinse fino ai laghi (inizialmente sui navigli sorsero dei veri e propri palazzi cittadini, chiusi, organizzati attorno a un cortile che poi, a partire dal XVIII secolo, si aprirono su ampi giardini e verso la natura circostante) e poi successivamente verso l'alta Brianza.
I molteplici saloni presenti nell'edificio, facevano parte delle sale organizzate per assecondare le esigenze dei proprietari, essi sono rappresentati nei disegni di Simone Cantoni, tratti dall'archivio storico di Bellinzona (CH).

Gli elaborati progettuali raffigurano diverse soluzioni architettoniche, sia per quanto riguarda l'impianto interno dell'edificio, sia per il giardino e le pertinenze esterne. Ad esempio per quanto concerne la cappella oratorio, in essi, vengono raffigurate tre soluzioni diverse, una delle quali prevedeva delle colonne quadrangolari addossate ad un muro di spina circolare avvolto da due scale che, partendo dalla quota terra e contrapponendosi, portano ad un loggiato superiore.
Nel corso dei lavori si è invece realizzato un ambiente colonnato con una navata circolare attorno, privo di scale in muratura, ma comunque impostato anche per creare il loggiato superiore.
Tale opera non fu completata ed è rimasta inalterata nel corso del tempo giungendo sino ai nostri giorni.
Il progetto comunale di restauro degli ambienti ha previsto interventi di carattere conservativo (conservando lo stato di fatto senza alterare il sistema costruttivo) in modo da salvaguardare l'equilibrio degli ambienti che sono molto suggestivi e caratterizzanti.
Tutti gli ambienti possono essere utilmente destinate a sede di piccoli convegni, spazi espositivi, ecc. in modo da garantire alla collettività la fruizione di un singolare ambiente molto riconoscibile.


 

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